Unità 4.1. – Storia della supply chain resilience

Introduzione

La Supply Chain Resilience (SCR), è unamateria che viene studiata dalla letteratura scientifica dall’inizio del nuovo millennio.

Alcuni eventi cruciali da un punto di vista industriale ed economico hanno portato la comunità scientifica al ripensamento di alcune dottrine.

Uno di questi episodi è stato l’attacco delle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, evento che ha causato un tragico bilancio di 2974 vittime, e inoltre, ha causato una serie di eventi che hanno influenzato nel breve e medio-periodo il campo economico, finanziario e industriale, così come confermato dal report scritto da GailMakinen per il congresso americano (2002).

Inoltre, secondo le stime di Ernst e Young (2002), gli attacchi risultarono in una perdita di 13 miliardi di dollari tra capitale privato e titoli di stato, oltre ad una perdita tra i 35 e i 50 miliardi di dollari di danni assicurati e di estrema volatilità dei mercati azionari che cancellarono $1,2 trilioni di titoli azionari nella prima settimana dopo la ripresa del commercio.
Queste cifre sono solo alcuni esempi delle conseguenze macroeconomiche che possono verificarsi nel breve termine. Alcuni casi di studio mostrano le conseguenze che questo evento ha avuto a livello più generale.
Per esempio, a causa dell’immediata chiusura delle frontiere da parte degli Stati Uniti, e dell’interruzione di tutti i voli, ci fu un immediato impatto su molte Supply Chain.

Siccome i camion che trasportavano componenti dal Canada e dal Messico ritardarono nelle consegne, Ford Motor Co. venne forzata a far funzionare catene di montaggio periodicamente vuote, con un abbassamento del 13% della produzione negli ultimi tre mesi del 2001, rispetto agli obiettivi di produzione.

Toyota subì simili conseguenze a causa dei rallentamenti presso gli impianti dell’Indiana causati dai ritardi nelle consegne dei sensori di sterzo, che di solito arrivavano via aereo dalla Germania. (James B. Rice Jr. and Yossi Sheffi, 2005)

Un altro episodio emblematico che si verificò all’inizio del nuovo millennio fu «l’incendio che cambiò un’industria» (Mukherjee, 2008): il 17 marzo del 2000, un fulmine colpì un impianto di produzione di semiconduttori di Philips, in New Mexico, Stati Uniti.

Questo impianto era uno dei principali fornitori di Ericsson e Nokia. Entrambe le compagnie vennero informate della distruzione dell’impianto e furono informate del fatto che la normale produzione sarebbe stata riesumata nel giro di una settimana. Il comportamento di entrambe le compagnie nei giorni successivi ha irreparabilmente compromesso il loro futuro. I dirigenti di Nokia infatti, dovettero subito assicurarsi che il danno potesse essere risolto nel giro di una settimana. Quando appresero che ci sarebbe voluto più di un mese e che quindi questo avrebbe ritardato la produzione di milioni di cellulari, implementarono tre azioni chiave:

1.Un gruppo di dirigenti e ingegneri si focalizzarono su Philips, cercando di creare nuove strategie e facendo pressione sui suoi dirigenti per conto di Nokia. In risposta, Philips riorganizzò i propri piani e i propri stabilimenti a Eindhoven e a Shanghai;
2. Some chips were modified by a second international team so that they could be fabricated in other Philips facilities rather than 1.Alcuni chips vennero modificati da un secondo team internazionale così che potessero essere fabbricati in altri stabilimenti che non fossero di Philips, la quale sarebbestata comunque consultata per determinare come le loro decisioni potessero essere influenzate;. When necessary, they consulted Philips to determine how their decisions may be affected;
3.Un terzo team iniziò a cercare dei fornitori alternativi per alleggerire il carico di Philips. Nel giro di cinque giorni, due dei fornitori attuali risposero.


Dall’altro lato, i dirigenti di Ericsson iniziarono ad intervenire più di un mese dopo l’incidente, quando il danno era ormai irreparabile.Il 20 luglio 2000, Ericsson annunciò che l’incendio e la scarsità di componentistica aveva provocato una perdita operativa di 200 milioni di dollari nel segmento di telefonia mobile, durante il secondo trimestre. Di conseguenza, gl incassi annuali si sarebbero ridotti da $445 milioni a $333 milioni.
Tuttavia, il pronto riconoscimento di Nokia del problema e la rapida e decisa risposta ebbero la meglio: nel terzo trimestre del 2000 i suoi profitti incrementarono del 42% e la sua quota di mercato del 30%. A causa di un semplice incendio, spento in dieci minuti, l’industria di telefonia mobile aveva subito una trasformazione permanente. 

Dalla resilienza alla resilienza della SC: evoluzione del concetto

Secondo l’“Oxford Advanced Learners Dictionary”, la resilienza è l’abilità di una sostanza di ritornare alla sua forma originale dopo essere stata piegata, allungata o schiacciata.Molti campi di ricerca hanno preso in prestito il termine “resilienza”. Si trattainfatti di un concettomultidimensionale e multidisciplinario, in quanto è da molti anni oggetto di ricerchescientifiche in discipline come la psicologia e gliecosistemi. In ecologia, Hollingassegna due diverse proprietà ai sistemi: resilienza e stabilità. Associa la resilienzaallacapacitàdeisistemi di assorbire il cambiamento, contrariamenteallastabilitàche indica l’abilità di questisistemi di tornare ad uno stato di equilibrio dopo un disordinetemporaneo (Holling, 1973).

Da un punto di vista sociale, Timmerman (1981) fu uno dei primi a definire la resilienza come “la misura della capacità di un sistema, o di parte di un sistema, di assorbire e ristabilirsi da un evento nocivo”.
Questa definizione si è poi evoluta: l’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio disastri, per esempio, fornisce una definizione più complete: “capacità di un sistema, comunità o società potenzialmente esposta a rischi di adattarsi, resistendo o cambiando, per poter raggiungere e mantenere un livello accettabile di funzionamento e struttura” (Living with risk, 2004).


Possiamo creare un’analogia tra un business e i bisogni di una persona per sottolineare il significato di resilienza nella società contemporanea.

La Piramide Maslow elenca le necessità dell’essere umano in ordine di importanza e la priorità con cui devono essere soddisfatte (fig. 1).

Come si può vedere , ogni persona prioritizza i propri bisogni fisiologici, ovvero quelli necessari per sopravvivere. Solo dopo aver soddisfatto questi bisogni si potrà pensare a quelli successivi, che sono quelli relativi alla sicurezza, al senso di appartenenza, alla stima personale e all’autorealizzazione.

Solo quando il livello precedente è stato raggiunto ne può subentrare un altro. Questo è dovuto al fatto che i bisogni non hanno uguali priorità e alcuni sono più importanti di altri.

Nonostante un’organizzazione aziendale abbia più processi e attività di quanti ne abbia una persona, presenta comunque le stesse dinamiche: non tutti i processi e le attività hanno la stessa importanza.Per questo motivo, la piramide di bisogni dell’essere umano può essere applicata anche ai business: in questa piramide, la resilienza dovrebbe essere all’altezza della sicurezza. Occupa quindi una posizione significativa ed è necessaria per la sopravvivenza di un’azienda, il ché ci mostra il tipo di attenzione, di ricerca e crescita che le si dovrebbe dedicare. 
I ricercatori che si specializzano in Supply Chain utilizzano l’idea di resilienza negli ultimi decenni per descrivere i nuovi standard di performance dei business che fanno parte della SC. Dato lo sviluppo della società aziendale moderna, la resilienza è emersa come un vantaggio competitivo cruciale.
Nella ricerca di Tukamuhabwa et al. (2015) vengono incluse le definzioni di SCR più significative ad oggi. La più breve tra queste è la seguente: «la capacità di un sistema di transitare da uno stato di interruzione, a quello più desiderabile di ritornare al proprio stato iniziale».

SCR fonti e riferimenti

Tab. 1 pt.1


Tab. 1 pt.2


Tab. 1 pt.3


Elementi chiave

•Anche l’evento più banale può essere influente e avere conseguenze impreviste;
•La definizione più concisa di SCR è: “L’abilità di un sistema di ritornare al proprio stato originale o di trasformarsi in uno nuovo e migliore dopo essere stato turbato”.


Cos’hai imparato?

•Come ha fatto Nokia a ridurredrasticamente le perdite e perché?
•Qual è una possible definizione di resilienza?
•Dov’èlocalizzata la SCR nellapiramide di Maslow e perché?


Bibliografia

Text:

•Makinen, G., 2002. The Economic Effects of 9/11: A Retrospective Assessment 60

•Ernst and Young, 2002. The state of the industry: assessing the impact of September 11

•Yossi Sheffi, James B. Rice Jr., 2005. A supply chain view of the resilient enterprises. MIT Sloan Manag. Rev. 47

•Mukherjee, A.S., 2008. The Fire That Changed an Industry: A Case Study on Thriving in a Networked World | Design Principles for Adaptive Businesses | InformIT [WWW Document]. URL http://www.informit.com/articles/article.aspx?p=1244469 (accessed 11.6.18)

•Holling, C.S., 1973. Resilience and stability of ecological systems. Annu. Rev. Ecol. Syst. 4, 1–23

•Timmerman, P., 1981. Vulnerability resilience and collapse ofsociet. Rev. Models Possible Clim. Appli-Cations.

•Living with risk: a global review of disaster reduction initiatives, 2004 version. ed, 2004. . United Nations, New York.

•Tukamuhabwa, B.R., Stevenson, M., Busby, J., Zorzini, M., 2015. Supply chain resilience: definition, review and theoretical foundations for further study. Int. J. Prod. Res. 53, 5592–5623. https://doi.org/10.1080/00207543.2015.1037934